News ed eventi

Riscaldamento a pavimento: Ecco tutto quello che bisogna sapere!

23/05/2018
Per prima cosa bisogna sapere che esistono principalmente due tipi di impianti di riscaldamento a pavimento. Il primo tipo di impianto a pavimento funziona tramite dei cavi elettrici che sfruttano il calore generato dall’energia elettrica. Il secondo tipo d’impianto radiante a pavimento genera calore attraverso dei tubi in cui viene fatta circolare acqua calda. Naturalmente entrambi gli impianti di riscaldamento a pavimento vengono installati sotto la pavimentazione. Generalmente il riscaldamento a pavimento elettrico comporta minori costi d’installazione ma è più costoso da gestire. È quindi l’ideale per riscaldare piccole aree. Al contrario l’impianto a pavimento ad acqua, è meno costoso da gestire e quindi è la soluzione migliore se desideri riscaldare grandi aree o l’intera casa. Naturalmente a seconda dell’alimentazione del riscaldamento radiante cambia anche la modalità di approvvigionamento di energia per far funzionare l’impianto a pavimento. Il riscaldamento a pavimento elettrico viene in genere allacciato alla fornitura di energia elettrica domestica mentre il riscaldamento a pavimento ad acqua ha bisogno necessariamente di un boiler o una caldaia per riscaldare l’acqua da far circolare nelle tubazioni. Per questo motivo un impianto di riscaldamento a pavimento ad acqua può avere costi di installazione molto più elevati rispetto a quello elettrico. Il funzionamento degli impianti di riscaldamento a pavimento ti permette di controllare più facilmente la temperatura che rimarrà anche più costante. Non sentirai il rumore tipico degli altri impianti di riscaldamento. Ma, soprattutto, un impianto di riscaldamento a pavimento ti permetterà di risparmiare sul riscaldamento. Oltre al risparmiare sul riscaldamento ci sono molti vantaggi nell’utilizzare questo tipo di riscaldamento radiante. Per prima cosa il riscaldamento a pavimento non ha bisogno di sfoghi d’aria o altro e quindi ti consente una maggiore flessibilità nell’arredare liberamente i tuoi interni. Inoltre il calore è distribuito in tutta la stanza in modo più uniforme creando una condizione ottimale, difficilmente replicabile da altri impianti di riscaldamento. Il calore generato da un sistema di riscaldamento a pavimento garantisce infatti un'esperienza qualitativamente diversa da quella che si ottiene con impianti di riscaldamento che funzionano ad intermittenza per generare calore. Una volta settati i parametri ottimali non dovrai passare le giornate ad armeggiare con il termostato. Infine i tradizionali radiatori riscaldano la zona immediatamente circostante e il calore finisce per essere disperso verso l'alto e lontano dalla zona desiderata. Questo significa che i radiatori richiedono una temperatura più elevata per riscaldare casa in modo efficace. Inoltre se desideri riscaldare solo determinate aree della casa, come ad esempio un bagno o una piccola stanza, esistono sistemi radianti a pavimento elettrici sotto forma di piccole stuoie da installare facilmente sotto il pavimento. Questa soluzione è adatta solo a piccole aree domestiche ma in compenso non ti costringerà a rifare tutta la pavimentazione; il livello del pavimento si alzerà solamente di qualche centimetro. Infine considerando il risparmio per riscaldare casa è bene considerare che recupererai il tuo investimento nel lungo termine. Tuttavia risparmiare sul riscaldamento non è il solo vantaggio economico che un impianto a riscaldamento può garantirti. Infatti la valutazione della tua casa può migliorare sensibilmente e in caso di vendita ti sarà molto più facile attirare potenziali acquirenti.

Detrazioni fiscali ecobonus, il Fisco spiega come cederle

22/05/2018
Ecobonus, come funziona la cessione del credito Il meccanismo della cessione del credito corrispondente alla detrazione fiscale per la riqualificazione energetica degli edifici è stato introdotto inizialmente per favorire i condòmini incapienti, che altrimenti non avrebbero potuto partecipare alla riqualificazione delle parti comuni dei condomìni. La possibilità di optare per la cessione del credito oggi non è limitata solo agli interventi sulle parti comuni dei condomìni, ma vale anche per quelli sulle singole unità immobiliari. Per quanto riguarda il condominio, tutti i condòmini possono optare per la cessione del credito corrispondente all’Ecobonus a favore dei fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati, ma non alle banche o ad altri intermediari finanziari. I condòmini incapienti, rientranti cioè nella “no tax area”, (con meno di 8mila euro di reddito nel 2017) possono invece cedere il credito di imposta corrispondente alla detrazione anche a banche o ad altri intermediari finanziari. La normativa è stata formulata in modo vago, tale da non consentire di individuare con precisione i soggetti privati e gli intermediari finanziari cui cedere l’Ecobonus. La circolare dell’Agenzia delle Entrate, annunciata a fine aprile dal viceministro del Tesoro Enrico Morando, mira quindi a rendere facile e immediata l’applicazione delle regole sulla cessione del credito.

COSTRUIRE CASA. Lunghi tempi d’esecuzione: qual è il motivo?

18/05/2018
Tralasciando la burocrazia che ci impone tempi biblici – solo in Italia un permesso di costruire può richiedere più di una gestazione – al giorno d’oggi intraprendere l’avventura di costruirsi una casa pone molti dubbi sui tempi d’esecuzione. Tempi che, diventando insostenibili, talvolta portano il committente a desistere ovvero a pensarci bene prima di iniziare un’esperienza che potrebbe diventare indelebile! Argomentazioni che taluni professionisti del marketing hanno sapientemente e indissolubilmente legato ai sistemi cosiddetti a umido. Insomma, per dirla in poche parole, si sostiene che solo ed unicamente le case assemblate assicurano tempi certi e brevi, creando un vero e proprio valore aggiunto. Costruire casa: i tempi lunghi dipendono dal sistema costruttivo? Ma siamo davvero certi che i tempi d’esecuzione dipendono dal sistema costruttivo? È corretto affermare che i sistemi a secco sono i più veloci? Assolutamente NO! Purtroppo, come spesso accade, le verità vengono celate dietro a fantasmagorici slogan che volutamente non entrano nei dettagli e noi, bombardati da informazioni spesso superficiali, perdiamo di vista i fondamentali. Pensiamoci bene, dal progetto esecutivo definito in studio (tecnico) alla fine dei lavori cosa succede nel 99% dei casi? VARIANTI! Che spesso e volentieri scaturiscono da esigenze di committenza che portano ad aggiunte e/o spostamenti. Un’esigenza che deriva, purtroppo, da un consolidato modus operandi. Una necessità non avallata nei sistemi a secco che, come vincolo contrattuale a progetto esecutivo firmato, vietano ogni possibile modifica. Altresì contemplano una figura professionale, detta gestore di commessa, che si prende carico del coordinamento di tutte le figure, fornitori e artigiani, coinvolte nella realizzazione dell’opera.

Pareti divisorie, le soluzioni per ristrutturare gli spazi interni.

16/05/2018
La ristrutturazione di un appartamento spesso presuppone il restyling degli interni attraverso una nuova distribuzione degli spazi interni e la creazione ex-novo di pareti divisorie. Nella ristrutturazione di appartamenti non molto ampi, i progettisti spesso suggeriscono di sfruttare al meglio lo spazio a disposizione optando per pareti divisorie molto sottili e poco ingombranti grazie a lastre in cartongesso o pannelli prefabbricati. Qualora si voglia dividere gli spazi solo all’occorrenza, senza una soluzione fissa, si possono scegliere le pareti mobili. Pareti divisorie: suddivisione degli spazi con soluzioni a secco Grazie agli elementi divisori, è possibile definire gli ambienti e sfruttare al meglio lo spazio che si ha disposizione. Se si preferisce optare per metodi poco invasivi e soprattutto veloci, è utile ricorrere a soluzioni a secco che non implicano nel processo di assemblaggio l’utilizzo dell’acqua o l’impiego di materiali di connessione che necessitino di consolidarsi dopo la posa. Scegliendo soluzioni a secco o prefabbricate, è necessario che si predisponga il collegamento e l’integrazione tra i vari elementi costruttivi, per permettere di rendere gli elementi facilmente collegabili e favorire una veloce posa in opera e un futuro smontaggio e riutilizzo. Ad esempio, per realizzare una parte in cartongesso è necessario predisporre una struttura portante in metallo in cui inserire i pannelli in cartongesso. Quando si opta ‘soluzioni a secco’, è possibile ridurre i tempi e i costi di costruzione senza che ciò comporti una perdita di prestazioni.

Barriere architettoniche, pronti 180 milioni di euro per gli edifici privati

16/05/2018
È stato pubblicato sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il DM 67 del 27 febbraio 2018, che ripartisce il Fondo speciale per l’eliminazione ed il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati. Le risorse ammontano a 180 milioni di euro per gli anni dal 2017 al 2020 e sono assegnate a: Abruzzo 4,4 milioni, Basilicata 15,2 milioni, Campania 13,5 milioni, Emilia-Romagna 29,3 milioni, Lazio 19,2 milioni, Liguria 275 mila euro, Lombardia 25,3 milioni, Marche 11,3 milioni, Molise 1,1 milioni, Piemonte 25,7 milioni, Puglia 4 milioni, Sardegna 3,2 milioni, Sicilia 4,4 milioni, Toscana 2,9 milioni, Umbria 11 milioni, Veneto 8,4 milioni. Le risorse arrivano dal Fondo Investimenti previsto dall’art. 1, comma 140 della Legge di Bilancio 2017, che rifinanzia la Legge 13/1989 ‘Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati’, che non veniva rifinanziata dal 2003. I 180 milioni di euro assegnati alle Regioni coprono buona parte dei fabbisogni inevasi fino al 2017, segnalati negli ultimi mesi dalle Regioni al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le Regioni ripartiranno i finanziamenti tra i Comuni richiedenti per contribuire alle spese dei privati cittadini. L’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati potrà essere rifinanziata nei limiti delle risorse eventualmente disponibili a seguito del riparto del Fondo Investimenti, così come rifinanziato dall’art. 1, comma 1072 della Legge di Bilancio 2018. Insieme al DM 67 del 27 febbraio 2018 è stato pubblicato il parere dell’Avvocatura Generale dello Stato, protocollo 125555 del 10 settembre 2015, relativo all’eventuale spettanza agli eredi o al tutore che abbiano sostenuto le spese, del contributo economico per la realizzazione di opere finalizzate all’eliminazione delle barriere architettoniche nel caso in cui si verifichi il decesso del portatore di handicap. Il decreto entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione, cioè il 29 maggio 2018.

Bonus ristrutturazioni: se fai i lavori da solo, per quali spese vale? Puoi fare i lavori in proprio, e questo lo sapevamo. Ma cosa puoi detrarre al 50%? La comunicazione dell'Agenzia delle Entrate.

15/05/2018
Il Bonus ristrutturazioni, relativo alle spese sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (articolo 16-bis, Tuir), spetta anche a chi esegue da solo i lavori sull’immobile anche se solo limitatamente alle spese fatte per i materiali utilizzati (cfr circolare n. 121 dell’11 maggio 1998, paragrafo 2.4 e circolare n. 122 del 1° giugno 1999, paragrafo 4.1). L’Agenzia delle Entrate ha inoltre ribadito che chi ristruttura la casa in proprio può usufruire della detrazione 50%, ma solo per le spese sostenute per comprare i materiali utilizzati. Ristrutturazioni 50% per l’edilizia libera L’Agenzia delle Entrate contempla espressamente anche il caso in cui, senza un titolo abilitativo, si può usufruire della detrazione 50% per le ristrutturazioni. Cosa bisogna fare? – serve una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori; – bisogna attestare che gli interventi di ristrutturazione rientrano tra gli agevolabili; – bisogna conservare le fatture legate agli interventi; – bisogna effettuare i pagamenti tramite bonifico parlante. Per ulteriori informazioni Bonus ristrutturazioni vi ricordiamo che l’Agenzia delle entrate ha pubblicato una Guida apposita, che trovi cliccando qui. Una cosa interessante consiste nel fatto che le detrazione 50% ristrutturazione e gli interventi di recupero del patrimonio edilizio spettano anche al convivente di fatto, di qualsiasi sesso. Lo dice la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 28 luglio 2016, n. 64/E. Leggi Detrazione 50 % ristrutturazione: in tutte le unioni civili valgono per entrambe le parti.

Ecobonus, quando è possibile sfruttarlo per riqualificare il sottotetto

15/05/2018
Alcuni interventi di recupero di un sottotetto possono usufruire delle detrazioni per la riqualificazione energetica se rispettano determinate condizioni. Come ha ricordato l’Enea, il discriminante è l’abitabilità del sottotetto e la presenza o meno del riscaldamento. Ecobonus e recupero del sottotetto Se si prevede il recupero di un sottotetto non abitabile e non riscaldato, i lavori che comprendono l'isolamento delle falde di copertura del tetto per rendere confortevole l'alloggio non possono avvalersi dell’ecobonus 65%. Per avvalersi della detrazione sulla coibentazione di un tetto è necessario, in linea generale, che il sottotetto sia abitabile e riscaldato. Se, invece, è non abitabile o addirittura non praticabile e di dimensioni tanto esigue da potersi considerare un’intercapedine facente tutt’uno con la copertura e con il solaio orizzontale che delimita una zona sottostante riscaldata, occorre che il tecnico asseveri questa circostanza, ossia che il sottotetto forma un corpo unico con tetto e solaio in modo da considerare il rispetto della trasmittanza complessiva copertura-sottotetto-solaio per consentire la detrazione. Infine, se il sottotetto è praticabile ma non abitabile e non riscaldato, è agevolabile la coibentazione tra solaio e ambienti sottostanti riscaldati ma non tra falde della copertura e sottotetto non riscaldato: la normativa, infatti, si limita ad agevolare la protezione di ambienti riscaldati verso l’esterno o verso vani non riscaldati.

Detrazioni fiscali per l’efficienza energetica anche ai ruderi

14/05/2018
Ecobonus anche per gli interventi di riqualificazione energetica sulle unità collabenti, per l’installazione di impianti di riscaldamento centralizzato e per i lavori di risparmio energetico effettuati in concomitanza agli ampliamenti volumetrici. Sono alcune delle spiegazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 7/E/2018, contenente la guida alla dichiarazione dei redditi. Efficienza energetica nelle unità collabenti L’Agenzia delle Entrate ha ricordato che l’agevolazione è ammessa se gli interventi sono realizzati su edifici esistenti situati nel territorio dello Stato. La prova dell’esistenza dell’edificio è fornita dall’iscrizione in Catasto o dalla richiesta di accatastamento e dal pagamento dell’Imu, se dovuta. Per usufruire dell’Ecobonus non conta la categoria catastale. La detrazione spetta quindi anche agli immobili rurali e strumentali all’attività di impresa o professionale. Sulla base di queste considerazioni, anche gli interventi realizzati sugli edifici classificati nella categoria catastale F2 (unità collabenti) possono ottenere l’Ecobonus. Pur trattandosi di una categoria riferita a fabbricati totalmente o parzialmente inagibili e non produttivi di reddito, le unità collabenti iscritte al Catasto possono essere considerate esistenti. Un’altra condizione perché le unità collabenti ottengano l’Ecobonus è che siano dotate di un impianto di riscaldamento. Non è invece necessario che l’impianto sia funzionante. È sufficiente dimostrare che l’impianto è situato negli ambienti nei quali sono effettuati gli interventi di riqualificazione energetica.

Bonus ristrutturazione, ok agli interventi di risparmio energetico senza opere edilizie

09/08/2018
Bonus ristrutturazioni e impianto fotovoltaico: La circolare spiega che tra gli interventi per il conseguimento del risparmio energetico rientra l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull’impiego della fonte solare e, quindi, sull’impiego di fonti rinnovabili di energia. L’agevolazione spetta anche se non si sono realizzati lavori edili; in questo caso è necessario che si acquisisca la scheda tecnica del produttore che attestanti il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia. Per usufruire della detrazione è comunque necessario che l’impianto sia installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (cioè per usi domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, ecc.) e, quindi, che lo stesso sia posto direttamente al servizio dell’abitazione. Per tali interventi, la detrazione è cumulabile con il meccanismo dello scambio sul posto e del ritiro dedicato a condizione che l’impianto installato sia posto direttamente al servizio dell’abitazione. Tale intervento, invece, non è cumulabile con la tariffa incentivante. L’agevolazione non spetta qualora la cessione dell’energia prodotta in eccesso configuri esercizio di attività commerciale come, ad esempio, nell’ipotesi di impianto con potenza superiore a 20 kw e di impianto con potenza non superiore a 20 kw che non sia posto a servizio dell’abitazione.

Vuoi ottimizzare l’isolamento termico e acustico della tua casa? Il Cappotto Termico è la soluzione!

03/05/2018
Il cappotto termico, detto anche isolamento a cappotto, consiste in una serie di strati isolanti applicati esternamente o internamente agli edifici in modo tale da garantire un isolamento, sia termico che acustico, completo. È un sistema che, se applicato correttamente, permette un notevole risparmio energetico, mantenendo alte temperature interne durante l’inverno e impedendo al calore dei raggi esterni di penetrare negli ambienti in estate. Inoltre, dotando la tua casa di un cappotto termico, aumenterai il suo valore nel mercato immobiliare. Esistono due tipi di isolamento a cappotto: quello interno: consiste nel disporre i pannelli isolanti, di spessore ridotto rispetto a quelli esterni, sulle pareti interne delle abitazioni; e quello esterno: è un tipo di applicazione diffusa, in particolare in piccoli edifici o in ville unifamiliari, ma è largamente usata anche per le facciate dei condomini. L’isolamento esterno può però risultare molto costoso per diversi motivi: ad esempio, se l’edificio è alto, ci saranno delle difficoltà nel posizionare i pannelli e questo lavoro potrà richiedere tempi più lunghi. Inoltre, è necessario un quantitativo di materiale maggiore per coprire le superfici esterne e quindi i costi risulteranno più alti rispetto al cappotto interno. Esistono principalmente due tipi di materiali usati: quelli sintetici (polistirene, espanso o estruso “ESP e XPS”, e il PVC.) e quelli naturali/minerali (fibra di legno o vetro, sughero e lana di roccia.)

Arredare col profumo

27/04/2018
Non solo moda e, di sicuro, non solo elemento decorativo: negli ultimi tempi, le candele profumate stanno conquistando un ruolo centrale anche nelle tendenze di arredamento degli italiani, grazie anche alla diffusione sul mercato di prodotti sempre più orientati a combinare la profumazione con un tocco estetico decisamente marcato. perché offrono sia una gradevole profumazione che un senso di pace e relax grazie alle loro caratteristiche aromaterapiche, perfette per aumentare il benessere domestico. Ci sono però delle piccole regole da rispettare, quando si parla di candele profumate, perché andrebbero abbinate al meglio il "gusto" e la fragranza con l'ambiente in cui intendiamo accendere e posizionare il prodotto. Se l'obiettivo è ottenere il massimo del relax si può optare per l'intramontabile lavanda, che resta un classico infallibile, oppure per un più innovativo bouquet di note aromatiche o, ancora, per candele che contengano tracce di incenso. Si chiama invece "agrume" l'ingrediente segreto per le persone alla ricerca di una carica di energia e buonumore, declinato ovviamente in varie tipologie: il limone si fa apprezzare per la persistenza dell'aroma e per la sferzata immediata di positività che regala, mentre l'arancia crea un clima molto autunnale Ultimi suggerimenti sono quelli legati agli abbinamenti tra profumi e stagioni: per la primavera che è già iniziata si rivela perfetto un profumo fresco di erba tagliata, mentre per l'estate è più indicato un diffusore di note marine; anche l'autunno ha il suo gusto specifico, come quello delle castagne o quello dell'uva e del vino, e infine per l'inverno si può scegliere un profumo di abete e betulla affumicata.

Decreto FER, in arrivo incentivi per il fotovoltaico

16/03/2018
Saranno ridimensionati rispetto al passato. Ma per il via libera serve l’ok del Ministero dell’Ambiente 16/03/2018 – In arrivo nuovi incentivi per il fotovoltaico. Lo prevede la bozza di decreto sulle FER elettriche, firmata dal Ministero dello Sviluppo Economico, che definisce le agevolazioni alle energie rinnovabili nel periodo 2018 - 2020 e ora attende il via libera del Ministero dell’Ambiente.

Ristrutturare casa conviene: il valore dell’immobile cresce fino al 10%

16/03/2018
I dati del Rapporto sul recupero edilizio di Scenari Immobiliari e Paspartu Italy 09/03/2018 - Ristrutturare in Italia conviene sempre di più e si ha anche una casa più vicina alle proprie esigenze. Nei 104 capoluoghi di provincia, considerati nella loro fascia semicentrale, si registra un plusvalore del 3,6% e un guadagno netto di cinquemila euro, considerando un costo di ristrutturazione medio di trentamila euro e uno sconto del 24,3% circa.

Bonus verde

07/03/2018
Nella Legge di Bilancio 2018 c’e’ anche il bonus verde ( detrazione del 36% e fino a 5.000 euro di spesa per la cura di giardini e terrazzi privati ) La misura più attesa: Proroga della detrazione del 50% fino a 96.000 Euro di spesa per lavori di ristrutturazione effettuati nel 2018: Importo, limite e misura della detrazione fiscale per chi vuole ristrutturare la propria casa. Per i lavori avviati: – a partire dal 1° gennaio 2018 e fino al prossimo 31 dicembre sarà possibile beneficiare della detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute ed entro il limite di 96.000 euro di spesa. – a partire dal 1° gennaio 2019 il bonus per lavori di ristrutturazione edilizia tornerà alla misura originaria prevista dall’art. 16-bis del TUIR: la norma originaria prevede una detrazione Irpef pari al 36% delle spese sostenute, fino al limite di 48.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Bonus ristrutturazioni 2018 per chi effettua lavori in casa

01/01/2018
La misura più attesa: Proroga della detrazione del 50% fino a 96.000 Euro di spesa per lavori di ristrutturazione effettuati nel 2018: Importo, limite e misura della detrazione fiscale per chi vuole ristrutturare la propria casa.